feb 24 2011

Riassunti – Henderson – Orem – Nightingale

Category: UniversitàTizio @ 07:24

VIRGINIA HENDERSON

Figlia di un avvocato di Washington, Virginia Henderson nasce a Kansas City nel 1897. Nel 1918 si iscrive alla Scuola Militare di nursing di Washington. Una volta diplomata percorre una strepitosa carriera nel campo dell’insegnamento. Pubblica inoltre numerosi testi e si occupa attivamente di ricerca, principalmente presso la Yale University.
Muore nel 1996

Opere

The Principles and Practice of Nursing (1955); Basic Principles of Nursing Care (1960)

La Henderson è l’autrice della più celebre e ancor oggi accettata definizione del nursing, contenuta nell’edizione del 1955 del volume The Principles and Practice of Nursing:

“La peculiare funzione dell’infermiere è quella di assistere l’individuo malato o sano nell’esecuzione di quelle attività che contribuiscono alla salute o al suo ristabilimento (o ad una morte serena), attività che eseguirebbe senza bisogno di aiuto se avesse la forza, la volontà o la conoscenza necessarie, in modo tale da aiutarlo a raggiungere l’indipendenza il più rapidamente possibile”.

La teoria del nursing formulata dalla Henderson è influenzata dalla teoria dei bisogni di Abraham Maslow, dal concetto di omeostasi di Claude Bernard, dalle teorie psicologiche di Edward Thorndike, dal concetto di relazione infermiera-paziente di Ida Orlando, dall’osservazione personale sull’assistenza riabilitativa alle persone portatrici di handicap.
La definizione di nursing elaborata dalla Henderson non è da intendersi, come scritta sul marmo, bensì è suscettibile di modificazioni, secondo le riflessioni della stessa autrice, col mutare dei bisogni sanitari della popolazione.

La Henderson identifica nel paziente quattordici bisogni fondamentali, oggetto di accertamento e di cure infermieristiche:

  1. Respirare normalmente.
  2. Mangiare e bere in modo adeguato.
  3. Eliminare i rifiuti del corpo.
  4. Muoversi e mantenere una posizione desiderata.
  5. Dormire e riposare.
  6. Scegliere il vestiario adeguato; vestirsi e svestirsi.
  7. Mantenere la temperatura corporea a un livello normale, scegliendo il vestiario adeguato e modificando l’ambiente.
  8. Tenere il corpo pulito, i capelli, la barba e i vestiti ben sistemati e proteggere il tegumento.
  9. Evitare i pericoli derivati dall’ambiente ed evitare di ferire altri.
  10. Comunicare con gli altri esprimendo emozioni, bisogni, paure o opinioni.
  11. Seguire la propria fede.
  12. Lavorare in modo da rendersi conto di un certo risultato.
  13. Giocare o partecipare a varie forme di ricreazione.
  14. Imparare, scoprire o soddisfare la curiosità che porta a un normale sviluppo e alla salute e usare tutti i mezzi disponibili per la salute.

La relazione infermiere-paziente è dinamica e cambia col modificarsi delle necessità del paziente nella sua tensione verso l’autonomia personale: l’infermiere può sostituirsi al paziente, può aiutarlo, può semplicemente essere il suo partner nell’elaborazione di un progetto assistenziale.
La stesura di tale progetto deve, dunque, coinvolgere appena possibile il paziente e la sua famiglia e deve integrarsi con il progetto terapeutico del medico e degli altri operatori sanitari.

L’infermiera moderna abbisogna, secondo la Henderson, di un’eccellente formazione sia sul versante delle scienze biologiche che su quello delle scienze sociali. Necessita quindi di una formazione superiore o universitaria. Ciò le può consentire di diagnosticare e di curare con efficacia.

DOROTHEA OREM

BiografiaDorothea Orem nasce a Baltimora. Diventata infermiera perfeziona la propria formazione a livello universitario e  nel 1945 assume le cariche di Direttrice della Scuola per Infermieri dell’Ospedale Providence e Direttrice del servizio infermieristico dell’Ospedale di Detroit.
Negli anni seguenti assume il ruolo di consulente per vari enti governativi. Dimessasi dall’Università continua la propria attività come consulente privata di nursing e di formazione infermieristica.

Opere

Nursing: Concepts of Practice (1971)

La teoria infermieristica della Orem ruota intorno a tre concetti basilari strettamente connessi tra loro:

  • la teoria dell’autoassistenza
  • il concetto di deficit di autoassistenza
  • il concetto di sistemi infermieristici

Secondo la Orem quando possono le persone si assistono da sole (autoassistenza); quando non possono si rivolgono all’infermiere (deficit di autoassistenza).

L’autoassistenza “è la pratica di attività che gli individui compiono per proprio conto al fine di conservare la vita, la salute e il benessere”. La Orem riconosce tre categorie di fattori di autoassistenza: i fattori universali correlati allo svolgimento delle attività della vita quotidiana (respirazione, nutrizione, eliminazione, riposo, ecc.); i fattori evolutivi (es.: lutto, nuovo lavoro, invecchiamento, ecc.); i fattori di autoassistenza derivanti da problemi di salute come malattie, ferite, interventi medici ecc.

Si ha deficit di autoassistenza quando una persona non è in grado di prendersi cura di sé totalmente o parzialmente. Allora entra in azione il nursing.

L’attività dell’infermiere si esercita essenzialmente secondo tre modalità, chiamate dalla Orem sistemi infermieristici:

  • sostituzione completa del paziente nelle attività che non riesce a svolgere da solo (sistema infermieristico totalmente compensativo)
  • sostituzione parziale o aiuto in quelle attività che la persona non riesce a svolgere in autonomia (sistema infermieristico parzialmente compensativo)
  • istruzione o educazione della persona per consentirle di svolgere al meglio le proprie attività (sistema infermieristico educativo e di sostegno)

Il concetto di nursing elaborato dalla Orem è il seguente:

“L’arte del nursing è praticata operando per la persona disabile aiutandola a operare da sola o aiutandola a imparare a fare da sola” (Orem, 1956)

Ancora:

“L’infermieristica si interessa in modo particolare del bisogno che l’individuo ha di svolgere attività di autoassistenza, la quale va potenziata e diretta continuamente al fine di conservare la vita e la salute, riprendersi da malattie o da lesioni e far fronte alle conseguenze di tali eventi” (Orem, 1971)

Forse la teoria della Orem, elaborata in un contesto riabilitativo e applicata con successo nell’assistenza al paziente diabetico, psichiatrico, geriatrico, gastroenterico, in sanità pubblica e con i malati terminali, risulta presentare qualche limite nell’applicazione alla totalità dei pazienti acuti.

FLORENCE NIGHTINGALE

Biografia

Nasce a Firenze nel 1820 da genitori inglesi. Di origine aristocratiche, dopo aver ricevuto un’educazione sociale e culturale di prim’ordine, la Nightingale decide di rendersi utile alla società. Nel 1951 si reca in Germania per apprendere come si assistono i malati. Nel 1853 diventa direttrice dell’ospedale per invalidi di Londra.
Ma l’occasione che le permette di far mostra di tutte le sue eccelse capacità operative e organizzative e la consegna a fama imperitura è la guerra di Crimea, dove ottiene in campo sanitario risultati strepitosi.
Fatto ritorno in Inghilterra apre numerose scuole per infermiere e riceve continue richieste di consulenza per organizzare nuove scuole infermieristiche in tutto il mondo.
Dopo una lunga vita di lavoro, studio e riflessione, Florence Nightingale muore a Londra, nel sonno, il 13 agosto 1913.

Opere
Notes on Nursing (1859)

Florence Nightingale  può essere considerata, senza tema di smentita, la fondatrice della moderna assistenza infermieristica.
Il concetto chiave della sua teoria è quello di ambiente.
L’infermiere può favorire la guarigione dalla malattia controllando e migliorando alcuni fattori ambientali: ventilazione, calore, odore, rumore e luce. In questo modo agevola l’azione guaritrice della natura sulla malattia.

Al contrario sudiciume, aria viziata, umidità, freddo, rumori intermittenti o improvvisi, odori malsani, assenza di luce nuocciono al malato.

Già nelle idee esposte dalla Nightingale l’attività infermieristica si ricava una sfera autonoma di intervento rispetto all’atto medico.

Rimane parzialmente passivo, nel processo di assistenza e di riacquisizione della salute, il ruolo del malato

7 Risposte a “Riassunti – Henderson – Orem – Nightingale”

  1. Serena scrive:

    Grazieeeeeeeeee :)

  2. harold scrive:

    turtleneck@hillside.comfort” rel=”nofollow”>.…

    good!!…

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